La procrastinazione come forma di intelligenza
Procrastinare è, a suo modo, una forma di intelligenza.
Significa trovare risposte ragionate, ragionevoli e rassicuranti al perché non fare qualcosa che sappiamo di dover fare.
Un sabotaggio sottile, radicato spesso in paure profonde:
- la paura di fallire;
- la paura di non essere all’altezza;
- la paura — forse la più grande — del giudizio degli altri.
Questi macigni li troviamo lungo la stretta e tortuosa strada dell’autorealizzazione. Rallentano il nostro cammino. Ci bloccano.
Così i giorni passano e una patina sempre più opaca ricopre i sogni che avremmo voluto realizzare. Alibi, scuse, giustificazioni si moltiplicano per un comportamento autoindulgente che, in realtà, non ne avrebbe bisogno.
Il perfezionismo e l’attesa
Talvolta a rimandare non è la paura, ma il perfezionismo.
Il bisogno di avere tutto sotto controllo: il momento giusto, il posto giusto, le condizioni perfette, le persone ideali.
Aspettare la combinazione esatta di tutte queste variabili significa rimandare all’infinito.
È una forma sofisticata di procrastinazione che ci allontana dall’azione e ci fa credere di essere prudenti, quando in realtà siamo solo fermi.
Quando non sappiamo dove andare… o quando vogliamo andare ovunque
Un’altra causa che ci porta a rimandare è la mancanza di obiettivi e vivere in uno stato di apatia.
Oppure, viceversa, averne troppi e sentirsi sopraffatti da quello che dovremmo fare.
È curioso che due condizioni opposte portino allo stesso esito. Eppure accade: ci blocchiamo comunque.
Senza sapere dove andare è difficile raggiungere qualunque luogo e, nel contempo, avere troppe mete da raggiungere ci mette nell’indecisione su quale sia la scelta migliore. E così, per paura di sbagliare si sceglie l’opzione peggiore di tutte, ovvero non si decide nulla. E tutto resta com’è. Cristallizzato.
“L’intenzione di non fare quello che si dovrebbe”
Secondo Treccani, “procrastinare, significa differire, rinviare da un giorno a un altro, dall’oggi al domani, allo scopo di guadagnare tempo o addirittura con l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe”.
È proprio su quest’ultimo punto che bisognerebbe concentrarsi e lavorare, ovvero su “l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe”.
Perché un domani, neanche troppo lontano, potremmo scoprire di aver vissuto ai bordi della nostra vita, guardandola più che abitarla, bloccati dentro a dubbi e timori e certi del fatto che procrastinare equivale a “differire, rinviare da un giorno a un altro, dall’oggi al domani” qualcosa che non faremo mai.
Invito a provare
Cosa stai rimandando da tempo?
Un progetto? Un viaggio? Un libro da scrivere? O una persona da chiamare?
Fermati. Focalizzati. Concediti un inizio semplice.
Domani dedica dieci minuti alla cosa che stai rimandando. Solo dieci.
“Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei.”
Un paio di sguardi
“Nasciamo una sola volta, due non è concesso; tu, che non sei padrone del tuo domani, rinvii l’occasione di oggi; così la vita se ne va nell’attesa, e ciascuno di noi giunge alla morte senza pace.” – Epicuro
“Puoi rimandare ma il tempo non lo farà” – Benjamin Franklin