Siamo davvero quel che crediamo di essere?
Spesso tendiamo a definirci. A identificarci. Io sono questo, io sono quello.
Ma siamo davvero sicuri di sapere chi siamo?
Interrogarci, indagare, provare a trovare risposte può aiutarci a intravedere piccoli bagliori di luce. Non per definirci una volta per tutte, ma per comprenderci un po’ meglio.
Può condurci fuori dal sentiero che porta al labirinto delle classificazioni stereotipate, create spesso a uso e consumo degli altri, e accompagnarci verso un luogo più autentico e forse più caldo, dove accettarsi diventa il primo passo della scoperta di sé.
L’essere per convenienza
Capita di adeguare le nostre risposte alla vita sulla base della convenienza.
Di essere qualcosa per un fine, di volta in volta mutevole.
Costruiamo la nostra personalità non sulle fondamenta del nostro essere, ma molto spesso sul totem delle aspettative altrui. Così accade che la nostra autenticità venga trascinata in un territorio di compromesso, di adattamento. Un limbo simbolico in cui fatichiamo a riconoscerci.
In questa “terra di mezzo”, la realtà del nostro essere si trasforma in finzione.
E la ripetizione finisce per rendere quella finzione una nuova realtà.
Conosci te stesso
Da secoli questa esortazione è uno sprone all’autoconsapevolezza.
Eppure parlare di “se stessi” come di un’entità unica, stabile e definita potrebbe essere riduttivo.
Tutti abbiamo valori che ci guidano, idee e sogni da inseguire, una direzione più o meno chiara verso cui tendere. Ma ciò che siamo davvero, forse, possiamo scoprirlo solo un poco alla volta.
Osservando come rispondiamo — o reagiamo — alla vita e a ciò che ci mette davanti.
E le nostre risposte cambiano.
Ciò che siamo oggi non è ciò che eravamo ieri, e non sarà ciò che saremo domani.
Il divenire modifica gli eventi e, insieme, modifica noi. Questo movimento continuo rende difficile — forse impossibile — definirci in modo univoco.
Accogliere questa natura multiforme può liberarci da una casella troppo stretta per contenerci davvero.
Invito a provare
Per un giorno, prova a non definirti.
Osserva ciò che accade senza dirti: “io sono fatto così”.
Nota quando racconti a te stesso una storia su chi sei — e quando, invece, resti aperto a ciò che emerge.
Forse non scoprirai chi sei.
Ma potresti accorgerti di chi non sei più.
Un paio di sguardi
“Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato” – Lao Tzu
“Perché vi paragonate con qualcun altro? Se non vi paragonate a un altro sarete quel che realmente siete” – Jiddu Krishnamurti