Ritornare interi, nel corpo e nell’anima, camminando nella natura
C’è un posto che conosciamo senza saperlo.
Non è dove siamo nati. È da dove veniamo davvero.
È un sentire profondo, un’origine che ci accomuna.
Quando siamo a contatto con la natura, qualcosa in noi si placa: ci ricordiamo — anche solo per poco — chi siamo. Non come individui separati, ma come parte viva di un tutto più grande.
In questi tempi frammentati, segnati dalla fretta e dalla solitudine diffusa, sentiamo forte la separazione: tra noi e gli altri, tra noi e il mondo. Ci sentiamo staccati.
Ma ci sono voci antiche, e voci nuove, che ci riportano a casa. Come quella dell’antropologo e sociologo Gregory Bateson, che ci ricorda che “la mente non è solo nella testa, ma è nel corpo, nelle relazioni, nell’ambiente stesso”.
Siamo una cosa sola con il cielo, il vento, i semi, i microbi e le maree. Solo l’illusione del nostro ego ci fa credere il contrario.
Camminare per tornare interi
Camminare nella natura non è solo esercizio fisico.
Camminare nella natura, vivendola, respirandola, facendola nostra è una pratica spirituale, anche quando non la chiamiamo così.
Ascoltare i suoni del bosco, lasciarsi cullare dal ritmo delle onde, osservare il movimento impercettibile delle foglie ci restituisce la dimensione del tempo lento e ci riporta in un luogo di memoria collettiva.
E in quel tempo e in quel luogo, ci riconosciamo.
Cammina lentamente, se puoi fallo scalza. Lascia che la terra ti parli attraverso le piante dei piedi.
Sentine la consistenza viva, la forza ancestrale. Oggi lo chiamano grounding, ma è solo un nome nuovo per un sapere antico: toccare la terra per sentirsi vivi.
Accarezza la corteccia di un albero, abbraccialo se ti va. Immergi le mani nel fango, o i piedi in un ruscello.
Bagna la tua pelle nell’acqua del mare, di un lago, di una fonte. Lascia che il freddo ti ridesti, ti faccia sentire vivo, che il caldo ti purifichi.
Cammina. Fermati. Respira. Ascolta. Senti.
Prova, anche solo per qualche minuto, a pensare che “tu non sei”, ma “tu siamo”.
Siamo relazione, vibrazione, energia interconnessa.
E quando lasci andare, anche solo per un attimo, il bisogno di definirti o separarti, ti apri al mistero del vivere.
L’ego continuerà a parlarti. Ignoralo per un istante.
Abbraccia il mondo come parte di te, e te come parte del mondo.
Sarai tornato a quel posto da cui tutti veniamo.
Invito a provare
Quando è stata l’ultima volta in cui ti sei sentito un tutt’uno con tutto?
Quali erano le condizioni? Cosa ti ha permesso di aprirti a quel sentire?
Fallo accadere di nuovo. Non per replicare l’esperienza, ma per rientrare in contatto con ciò che sei già, quando ti permetti di esserlo.
Un paio di sguardi …
“Non si entra due volte nello stesso fiume, perché nuove sono le acque che scorrono e nuovo è anche chi vi si immerge.” – Eraclito
“Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza… e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.” -Henry D. Thoreau